| Adolescenze,
Rischio, Incidenti |
Valutare i comportamenti a rischio in adolescenza.
Questo tipo di comportamenti sono più frequenti nella
fase adolescenziale.
L'adolescenza è una fase evolutiva molto difficile e
complessa, in cui si verificano rapide modificazioni
fisiche, sessuali, psicologiche, cognitive e sociali, alle
quali l'adolescente deve adattarsi.
Lo sviluppo dell'identità si realizza attraverso la ricerca
di nuovi valori e nuove identificazioni al di fuori della
famiglia; in questo periodo il gruppo dei coetanei
rappresenta un'istanza autorevole, che impone un sistema di
norme.
L'accettazione nel gruppo dei pari passa attraverso regole
rigide ed influenza in modo determinante il comportamento
dei singoli e l'adozione o il rifiuto delle norme di
sicurezza.
Lo sviluppo dell'identità si realizza anche esplorando i
limiti fisici e psichici e le proprie possibilità; capita
così che spesso, per mettere alla prova se stessi, i giovani
adottano comportamenti pericolosi quali: il consumo di
alcolici, uso e abuso di sostanze (droghe di vario tipo),
comportamenti devianti, attività sessuale promiscua o non
sicura, stile di guida spericolato e disattento, soprattutto
se attuato nell'ambito di sfide fra pari o in gruppo.
Bisogna comunque sottolineare come i comportamenti a rischio
assolvono spesso, a questa età, funzioni ben precise,
sebbene siano dannosi dal punto di vista fisico, psichico e
sociale, sembrano fornire all’adolescente una via di uscita
alle insicurezze e alle incertezze sperimentate in questa
fase della vita. Per quanto pericolosi per sé e per gli
altri, essi vengono ricercati poiché permettono di
raggiungere alcuni obiettivi che sono molto importanti per
gli adolescenti quali ad esempio: l’affermazione della
propria identità e la costruzione di relazioni sociali e
affettive.
Secondo una linea di sviluppo auspicabile i ragazzi riescono
a raggiungere questi scopi attraverso strade adattive, senza
mettere in pericolo il loro benessere fisico, psicologico e
sociale; risultano quindi in grado di gestire le ansie e i
problemi della discontinuità senza distruggere il loro senso
di unità interiore. Molti adolescenti, invece, non trovano
altro modo per realizzare questi obiettivi se non attraverso
i comportamenti a rischio.
Per affermare il loro sentirsi "adulti" ed autonomi, essi
ricorrono allora ad attività quali ad esempio condotte
sessuali a rischio (non utilizzo di adeguata profilassi,
promiscuità sessuale) od opposizione alle norme di riferimento
(molte fra le condotte a rischio "aiutano" l’adolescente a
sentirsi adulto facendo ciò che fanno i "grandi"). Inoltre
alcuni comportamenti definiti "fase-specifici",
permettono anche l’identificazione con il gruppo dei pari:
fumare sigarette, bere, avere rapporti sessuali come fanno i
propri amici permette di sentirsi come loro e facilita
l’accettazione nel gruppo.
La particolare frequenza con cui certi adolescenti vanno
incontro ad incidenti, ad esempio, non è casuale, ma è
piuttosto la testimonianza di una particolare condizione
psicologica.
L’incidente sembra assume il significato di una particolare
forma di agito che rende manifesta la difficoltà
dell’adolescente di vivere ed elaborare a livello psichico
le proprie problematiche.
L'incidente precoce, e con molta probabilità ripetitivo può
essere il sintomo di difficoltà personali e assumere il
valore di una modalità di funzionamento della persona.
Le profonde trasformazioni psicofisiche, connesse ai
processi maturativi della pubertà e dell’adolescenza,
pongono l’attenzione sulla dimensione corporea, che in
questa fase evolutiva diventa uno degli ambiti privilegiati
di definizione della propria identità personale nelle sue
diverse componenti: sessuale, sociale, relazionale,
professionale.
La conoscenza del proprio corpo passa attraverso
l’esperienza dei suoi limiti, fin dall’infanzia, infatti si
possono individuare situazioni, ludiche e non, la cui
caratteristica specifica è quella di verificare l’esperienza
dei propri limiti psicofisici; la prova di coraggio e il
superamento della paura sono esperienze fondamentali della
crescita che vedono il corpo come protagonista.
Abbiamo quindi visto come i comportamenti definiti "a
rischio" siano frequenti e, soprattutto, di difficile
gestione e comprensione soprattutto da parte della famiglia.
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