| Disturbi
della Comunicazione |
in questa sezione:
- disturbo dell'espressione del linguaggio
- disturbo misto dell'espressione e della ricezione
del linguaggio
- disturbo della fonazione
- balbuzie
(1) Disturbo dell'espressione del linguaggio
La caratteristica fondamentale del Disturbo della
Espressione del Linguaggio, come viene definito nel DSM VI,
è una significativa compromissione dello sviluppo del
linguaggio espressivo che interferisce con i risultati
scolastici e con la comunicazione sociale.
I sintomi variano a seconda della gravità e dell'età del
bambino e riguardano:
- linguaggio limitato sul piano quantitativo
(interventi rari e brevi)
- vocabolario limitato (lessico ridotto)
- difficoltà ad imparare parole nuove
- errori nell'utilizzare le parole e nel lessico
- frasi molto corte
- utilizzo di strutture grammaticali semplici
- utilizzo limitato di strutture grammaticali (per es.
forme verbali)
- limitata varietà del tipo di frasi (per es.
interrogative, imperative)
- omissioni di parti importanti della frase
- uso delle parole in un ordine insolito
- errori di coniugazione dei verbi
- difficoltà nel comporre frasi di lunghezza e di
complessità adeguata al livello di sviluppo
- basso livello di sviluppo del linguaggio.
Di solito il funzionamento non linguistico e la capacità
di comprensione del linguaggio sono nei limiti della norma.
Si distinguono due tipi di Disturbo della Espressione del
Linguaggio:
il tipo acquisito, dove la compromissione del
linguaggio espressivo si manifesta dopo un periodo di
sviluppo normale
il tipo di sviluppo, dove vi è una compromissione del
linguaggio espressivo che non è associata ad una lesione
neurologica. I bambini affetti da questo tipo di disturbo
spesso cominciano a parlare tardi e superano più lentamente
del normale le varie tappe dello sviluppo della espressione
del linguaggio.
Nei bambini piccoli il disturbo più comunemente associato
al Disturbo della Espressione del Linguaggio è il Disturbo
della Fonazione; in età scolare possono insorgere problemi
scolastici e di apprendimento (dettato, copiatura,
compitazione, lettura, ecc.).
(2) Disturbo misto dell'espressione e della ricezione del
linguaggio
La manifestazione principale di questo disturbo riguarda sia
lo sviluppo del linguaggio espressivo che ricettivo, con una
compromissione significativa dell'attività e dei risultati
scolastici e delle comunicazione sociale.
Oltre ai sintomi presenti nel Disturbo della Espressione del
Linguaggio si evidenziano sintomi relativi alla
compromissione dello sviluppo della ricezione del linguaggio
come la difficoltà nel comprendere parole, frasi o tipi
particolari di parole (termini spaziali, frasi complesse
come costruzioni ipotetiche).
Nei casi più gravi si può riscontrare l'incapacità di capire
il vocabolario di base o frasi semplici e deficit
nell'elaborazione uditiva ( discriminazione dei suoni,
associazione di suoni e simboli, immagazzinamento,
rievocazione e costruzioni di sequenze).
Il deficit di comprensione è la caratteristica principale
che differenzia questo disturbo dal Disturbo della
Espressione del Linguaggio e può variare in base alla
gravità del disturbo e all'età del bambino.
Le difficoltà della comprensione del linguaggio possono
essere meno evidenti di quelle della produzione del
linguaggio, si può riscontrare che il bambino:
- esegua indicazioni in modo scorretto
- risponda in modo inadeguato ad una domanda
- rispetti con difficoltà il proprio turno durante la
conversazione
- non sia in grado di mantenere in modo coerente un
argomento
- può sembrare che il bambino non senta o non presti
attenzione quando gli si parla.
Si distinguono due tipi di Disturbo Misto della
Espressione e della Ricezione:
il tipo acquisito, nel quale la compromissione del
linguaggio ricettivo ed espressivo si manifesta dopo un
periodo di sviluppo normale;
il tipo di sviluppo, nel quale la compromissione del
linguaggio e della ricezione non è associata con un danno
neurologico. questo tipo è caratterizzato da un basso
livello di sviluppo del linguaggio, in cui l'eloquio può
iniziare con ritardo, e l'acquisizione delle varie tappe di
sviluppo del linguaggio procedere molto lentamente.
(3) Disturbo della Fonazione
L'atto della fonazione (articolazione del linguaggio e delle
parole) risulta compromesso in modo significativo, la
caratteristica fondamentale di questo disturbo, come viene
definita nel DSM IV, è un'incapacità di usare i suoni
dell'eloquio attesi in base al livello di sviluppo, e
adeguati all'età e alla lingua del soggetto. Gli errori
fondamentali riguardano la produzione, l'uso, la
rappresentazione e l'organizzazione dei suoni; la
sostituzione di un suono per un altro; omissioni di suoni.
il bambino che è in grado di produrre buone sequenze di
parole e frasi e di comprendere bene quanto gli viene
comunicato, può avere una immaturità relativa
all'articolazione fonetica di uno o di alcuni suoni. I suoni
che più frequentemente vengono articolati con difficoltà
sono quelli che vengono acquisiti per ultimi nella sequenza
evolutiva quali: l, r, s, z, gl, gn, c.
La blesità (difficoltà nell'articolazione delle sibilanti) è
molto comune.
Il Disturbo di Fonazione può comprendere anche errori di
selezione e di ordinazione dei suoni all'interno di sillabe
e parole.
Gli errori di produzione fonetica (cioè di articolazione)
comportano l'incapacità di formare i suoni dell'eloquio in
modo corretto, per es. la difficoltà di decidere quali suoni
del linguaggio determinano una differenza di significato. Si
possono verificare casi in cui l'eloquio è comunque fluido e
comprensibile e casi in cui l'eloquio è del tutto
incomprensibile, compromettendo in modo significativo
l'attività ed i risultati scolastici e la comunicazione
sociale.
Le forme meno gravi del disturbo possono essere individuate
solo quando il bambino inizia a frequentare la scuola ed ha
difficoltà ad essere compreso da compagni e insegnanti.
(4) Balbuzie
La manifestazione principale della Balbuzie, come viene
definita nel DSM IV, è un'anomalia del normale fluire e
della cadenza dell'eloquio, inadeguati per l'età del
soggetto, caratterizzata da frequenti:
- ripetizioni di suoni e sillabe
- prolungamento di suoni
- interiezioni
- interruzione di parole (pause all'interno di una
parola)
- blocchi udibili o silenti
- circonlocuzioni (sostituzione di parole per evitare
parole problematiche)
- parole emesse con eccessiva tensione fisica
- ripetizione di intere parole monosillabiche.
La balbuzie è un disturbo che generalmente insorge
nell'età infantile, tipicamente nel periodo 2-6 anni.
Il balbuziente presenta maggiori difficoltà a controllare i
processi di produzione della parola,e necessita di tempi più
lunghi per coordinare ed organizzare l'atto verbale.
La gravità del disturbo varia nelle diverse situazione,
spesso è più grave quando vi è una particolare pressione a
comunicare, per es. fare una relazione a scuola, leggere in
pubblico, spesso la Balbuzie è assente durante il canto o il
colloquio con oggetti inanimati o con animali.
La Balbuzie può essere accompagnata da movimenti muscolari:
tic, ammiccamenti, tremori delle labbra o del viso, scosse
del capo.
In soggetti con Balbuzie possono insorgere anche il Disturbo
della Fonazione e il Disturbo della Espressine del
Linguaggio.
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