| Psicologia
della Famiglia |
La famiglia costituisce il primo luogo in cui l’individuo
entra in contatto con la realtà sociale. Anche se il
processo di socializzazione continua in differenti modi e
contesti durante l'arco di vita, il processo avviato
nell’infanzia all'interno gruppo familiare contribuisce in
modo significativo a definire il funzionamento globale
dell'individuo.
La configurazione e le dinamiche del sistema familiare sono
strettamente connesse al contesto socio-culturale in cui è
inserita. La lettura e la comprensione dei meccanismi che ne
regolano l'andamento interno devono integrare le interazioni
tra struttura familiare e comportamenti sociodemogradici sia
a livello organizzativo che a livello affettivo-relazionale.
Il sistema familiare è, infatti, definito sia dalle sue
caratteristiche intrinseche che da fattori esterni sociali,
culturali, ambientali, economici, ecc.
Nel contesto sociale attuale è possibile individuare diverse
tipologie di famiglie in base al numero dei suoi componenti
e al tipo di relazione:
- famiglie monogenitoriali
- famiglie separate o divorziate
- famiglie di fatto
- famiglie allargate
I fenomeni sociali che nel tempo hanno contribuito a
determinare i diversi modelli di famiglia riguardano:
- ritardo nell’accesso al matrimonio
- aumento delle convivenze
- aumento della permanenza dei figli nella famiglia di
origine
- aumento di separazioni e divorzi
- aumento dei nuclei monogenitoriali con figli minori
a carico
L'andamento delle variazioni del contesto socio-culturale
e le diverse fasi del ciclo di vita della famiglia impegnano
la famiglia stessa nella ricerca di nuovi equilibri, nuovi
stili di comunicazione e di relazione.
Il disagio, il malessere e la sofferenza che possono
riguardare il singolo o tutti i componenti sono spesso
l'espressione di un’esigenza di cambiamento e di
rinnovamento.
In queste fasi di cambiamento si possono avere, a volte,
notevoli difficoltà di comunicazione e di gestione dei
conflitti che spesso emergono nel tentativo di ritrovare un
rapporto di scambio e di confronto.
Le fasi di sviluppo e di crisi contribuiscono a modificare
le modalità con le quali ogni singolo componente della
famiglia svolge il suo ruolo. In questo processo di
cambiamento la famiglia attiva risorse specifiche, quali la
capacità di adattamento e di riorganizzazione. Non sempre
però questo si verifica in modo funzionale.
Può accadere che uno dei membri della famiglia possa
soffrire più degli altri, e che gli altri possano non
percepire o non comprendere tale disagio, così come possono
crearsi situazioni generalizzate di sofferenza.
E' possibile, quindi, che le relazioni all'interno della
famiglia possano diventare problematiche e, in alcuni
momenti, molto conflittuali. La comunicazione in diversi può
trasformarsi in una aspra disputa con conseguente
interruzione del dialogo.
Discussioni continue, incomprensioni, difficoltà ad
ascoltare l'altro o ad essere ascoltati, difficoltà a
controllare le proprie reazioni (sbalzi di umore, chiusure,
sfide, provocazioni, comportamenti oppositivi, ecc.) possono
causare sofferenza e disagio psicologico per uno o più
membri della famiglia. Quando è presente un problema che
interferisce con il funzionamento generale del sistema
familiare o dei suoi singoli componenti il sistema familiare
stesso
produce un tentativo autonomo di soluzione. Il modo in cui
il sistema si organizza in funzione del problema e della
soluzione adottata non è sempre adeguato alla risoluzione
del problema ed al benessere delle persone.
La comprensione dei problemi, dei conflitti e del disagio
psicologico che coinvolge una famiglia passa attraverso la
valutazione delle modalità che le persone che la compongno
mettono in atto per fare fronte alle diverse situazioni,
cercando una stabilità ed un equilibrio.
Una difficoltà iniziale può trasformarsi in un problema di
più grande rilievo in seguito a quello che viene fatto per
risolverla
Si rischia così di entrare in un meccanismo circolare,
tecnicamente definito in psicologia emotocognitiva loop
disfunzionale, dal quale risulta difficile uscire ossia,
tutti i tentativi di risolvere la situazione possono
provocare, in realtà, un peggioramento della stessa. La
famiglia si può sentire in questo caso impotente,
scoraggiata o frustrata. Il persistere di condizioni di
disagio psicologico rappresenta un fattore critico nel
determinare situazioni a rischio psicopatologico.
Le manifestazioni sintomatologiche possono riguardare
disturbi dell'umore, d'ansia, dell'alimentazione, del sonno,
problematiche affettivo-relazionali, scolastiche,
lavorative.
In base alle innovazioni teoriche e tecniche dell'approccio
sistemico-relativista della psicologia emotocognitiva
l'intervento psicologico è ad oggi l'unico strumento a
disposizione delle famiglie per risolvere problemi, disagi e
conflitti. Il coinvolgimento della famiglia tende a
ristabilire una condizione positiva delle relazioni
familiari (del rapporto di coppia e dei rapporti genitori-
figli).
L'intervento psicologico non prevede necessariamente la
presenza di tutti i componenti della famiglia.
E' consigliabile rivolgersi direttamente ad uno psicologo
professionista realmente esperto in materia ed in grado di
utilizzare le nuove metodologie cliniche prodotte dalla
psicologia emotocognitiva appena si percepisce che l'attuale situazione
non è più gestibile nonostante i tentativi messi in atto. Un
intervento tempestivo permette di risolvere precocemente
situazioni disfunzionali ed evitare la cronicizzazione del
problema, ma soprattutto permette di evitare l'instaurarsi
di una condizione patologica.
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