| Domande
Psicologo Età Evolutiva |
Risposta
I figli crescendo tendono a mettere in discussione
l'autorità dei genitori, contrapponendosi alle regole e
richiedendo una maggiore libertà; L'adolescenza, infatti,
rappresenta una fase in cui il desiderio di autonomia e di
libertà diventano particolarmente pressanti.
L'adolescente spesso intende la libertà come assenza di
regole o contrapposizione alle regole precedenti e/o come
assenza di limiti e di rischi.
Il rapporto autorità/libertà si trasforma lentamente nel
corso della crescita dei figli in seguito al loro sviluppo
fisico, emotivo e cognitivo che determina la capacità di
assumere gradatamente, in prima persona la funzione di
contenimento esercitata all'inizio totalmente dai genitori,
come darsi dei limiti, essere consapevoli dei rischi
provenienti dall'esterno e delle conseguenze delle proprie
azioni.
L'adolescente ha comunque ancora bisogno che il genitore
continui a svolgere la sua funzione di contenimento
adattandosi ai nuovi bisogni dei figli che crescendo
adottano modalità diverse di esprimersi e di relazionarsi
con il mondo degli adulti.
Non è possibile dare una risposta precostituita, ogni
famiglia può trovare una soluzione personale in base alle
caratteristiche individuali dei membri che la compongono e
al modo in cui essi interagiscono..
In questo caso l'intervento psicologico propone percorsi di
approfondimento e miglioramento degli stili educativi
partendo dalle situazioni di difficoltà quotidiane per
facilitare la comunicazione nel rapporto educativo con i
figli, acquisire abilità nell'ascolto e nella riformulazione
dei messaggi, saper esprimere i sentimenti, negoziare le
regole, la disciplina, ridefinire il rapporto fra autorità e
libertà, favorire la gestione dei conflitti.
Ricordo che il benessere dei figli non può essere superiore
a quello del genitore ovvero il genitore è allo stesso tempo
un individuo che ha dei bisogni e dei desideri. Quando il
genitore inizia a sentirsi frustrato nell'impossibilità, che
a volte diventa vero e proprio sentimento di impotenza, di
rispondere adeguatamente alle nuove richieste dei figli,
deve anche sapere che questa frustrazione è "sana" fino a
quando non impedisce al genitore stesso, in quanto persona,
di svolgere con soddisfazione, gratificazione e piacere le
attività di proprio interesse. Quando il genitore, nel
tentativo di creare maggiore benessere nei figli, inizia a
rinunciare a se stesso, dovrebbe ricordare che il proprio
benessere e la propria soddisfazione saranno per i figli
anche un modello per il proprio futuro di persona adulta,
matura cioè libera ed autonoma.
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