| Servizio di
Domande allo Psicologo |
Risposta
Non possiamo prevedere l'evoluzione del Tic, possiamo
però prevenire il suo cronicizzarsi od aggravarsi. La
famiglia per avere una risposta adeguata e personalizzata su
come gestire la situazione dovrebbe fare riferimento ad uno
psicologo professionista.
Un Tic può essere considerato rappresentativo di un tentativo
del bambino di comunicare un qualcosa che potrebbe sfuggire al
proprio controllo cosciente. Stiamo parlando soprattutto di
specifiche emozioni, stati di tensione, disagi o conflitti,
spesso non evidenti all'adulto.
La famiglia può provare a non prestare molta attenzione al
Tic pur riconoscendone l'esistenza. Un modo può essere quello
di parlare del Tic soltanto se viene portato nel discorso dal
bambino e soprattutto evitare, qualora il Tic dovesse
attenuarsi o sparire, di elogiare il bambino per aver
eliminato il "problema", questo perché si corre il
rischio di far percepire al bambino la sua incapacità di
controllare la situazione. Ricordiamo infatti che il Tic è
una contrazione muscolare involontaria che il bambino non può
controllare.
Ricordiamo sempre che un bambino andrebbe gratificato per ciò
che è e non solo quando raggiunge risultati.
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