| Lutto,
Perdita e Separazione |
Separazioni e Perdite: Lutto, Divorzio, Abbandono
Nel caso della separazione coniugale la situazione del
bambino è molto critica, soprattutto se non è preparato e
non ne comprende i termini. Può provare la sensazione di non
poter più ricevere appoggio dai genitori e di essere
abbandonato a se stesso e la separazione coniugale può
essere per lui fonte di sensi di perdita, di inadeguatezza a
gestire la situazione, ma anche di sentimenti di delusione,
rabbia e colpa.
Il genitore che non vive più all'interno della famiglia non
è spesso in grado di assicurargli sufficiente appoggio, in
quanto la non quotidianità porta ad un allentamento del loro
rapporto reciproco, ma anche il genitore che vive con il
bambino può essere poco disponibile nei suoi confronti
dedicando le sue energie alla risoluzione della sua crisi
personale.
Frequentemente il bambino si trova, quindi, di fronte alla
non disponibilità dei genitori ad aiutarlo ad affrontare le
sue difficoltà, essendo entrambi impegnati a risolvere i
loro conflitti.
Tutte queste problematiche oltre a ripercuotersi sullo
sviluppo del bambino hanno una forte influenza anche sulla
sua socializzazione: il mancato sviluppo di capacità
autonome di interpretazione e di gestione degli eventi, il
forte coinvolgimento nelle problematiche della famiglia e le
difficoltà di svincolo da essa, oltre a diminuire la sua
attenzione e il suo interesse per le relazioni sociali,
potrebbero renderlo anche incompetente in esse.
Sono certo problematiche che i genitori recepiscono, ma
avendo un carico notevole di responsabilità dovute anche al
tentativo di risoluzione di eventuali conflitti coniugali,
non sono a volte in grado di mettere in atto comportamenti
adeguati e funzionali a rasserenare il bambino.
La separazione può essere anche molto dolorosa ma come ogni
evento ha necessità di essere accettata; potrebbe essere
dannoso per il minore trovarsi in una situazione di
conflitto coniugale in cui egli è oggetto di rivendicazione;
il bambino o l'adolescente può restare invischiato in
dinamiche complesse ovvero non essere in grado trovare le
risorse personali e/o sociali necessarie per la loro
gestione.
Lutto e Perdita
In caso di lutto l'indicazione principale è la seguente
"parlarne è meglio che evitare di farlo".
Dire la "verità" e trovare gli strumenti per affrontarla
ovvero parlare di ciò che è accaduto, aiuta il bambino ad
organizzarsi per far fronte alla situazione. Evitare di
parlarne può far emergere nel minore fantasie non
funzionali. Le fantasie più frequenti possono essere quelle
relative al senso di colpa e alla paura che la stessa
disgrazia possa accadere a sé o all'altro genitore o ad un
familiare.
Consentire l'espressione delle emozioni, riconoscerle e
farle riconoscere è l'aiuto concreto che si può dare al
bambino colpito da lutto. Rassicurandolo che il dolore, la
nostalgia, la rabbia sono emozioni possibili, naturali
rispetto all'evento. Evitare il dolore non è la strategia
migliore, in quando il dolore è un'emozione e come tale va
vissuta.
Ciascuno reagisce in modo diverso; alcuni ne parlano e fanno
tante domande, altri si chiudono e si isolano. In ogni caso
è importante rispettare la reazione che il bambino
manifesta, segnalando la possibilità di parlare della morte
e soprattutto la possibilità che questo spazio rimanga
aperto al bisogno, nei tempi e nei luoghi che verranno
scelti dal bambino.
In qualunque modo si realizzi, l'importante è che ciò
avvenga. Un altro modo per rendere più tollerabile il lutto
è creare nel bambino un pensiero sostenibile.
In ogni caso lo psicologo può intervenire attraverso un
attento processo di consulenza e sostegno psicologico
rivolto sia alla famiglia che al minore.
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